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Riteniamo che, nonostante le attese di molti su un non evento, la prossima riunione del Consiglio Direttivo della BCE possa presentare qualche elemento di interesse.......

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a cura di Filippo Diodovich


L’aspetto in assoluto più interessante sarà la valutazione dei banchieri centrali sullo stato della crescita economica nel Vecchio Continente. I dati macroeconomici sono stati abbastanza chiari nel mostrare un significativo rallentamento della crescita, un peggioramento degli indici di fiducia assieme a un forte rialzo dei prezzi degli energetici che potrebbe alimentare le pressioni inflazionistiche.

Crediamo che i toni che saranno utilizzati dal governatore Mario Draghi saranno caratterizzati da una forte cautela, facendo leva proprio sui principali downside risk, ovvero una moneta unica forte sui mercati valutari e il possibile sviluppo di una guerra commerciale globale.

Le aspettative sull’inflazione saranno un tema centrale della discussione di Draghi. Dalle cifre pubblicate da Eurostat abbiamo osservato un aumento delle pressioni inflazionistiche ovviamente non omogeneo in tutti i paesi dell’Eurozona.

Riteniamo che lo scopo di Draghi sia quello di temporeggiare su un possibile cambio della forward guidance tuttavia rimarcando l’aumento dei rischi sulla crescita economica e molto probabilmente sul carattere temporaneo dell’aumento delle pressioni sui prezzi.

Il mercato però sembra reagire allontanando la data del primo rialzo dei tassi da parte della BCE. Riteniamo molto possibile che il primo aumento del costo del denaro sia nella seconda parte del 2019 probabilmente in uno degli ultimi meeting guidati da Draghi (scadenza mandato ottobre 2019).

Saranno molto importanti anche i commenti in riferimento al piano di acquisto di titoli di stato. Probabile che una scelta possa essere presa nella riunione di giugno, arricchita anche dalle nuove proiezioni degli esperti della BCE su crescita/inflazione/disoccupazione della Zona euro. Draghi però potrebbe lasciare qualche indizio sulla possibile scadenza del piano a fine 2018.

Ci aspettiamo per giovedì un euro/dollaro abbastanza debole (area 1,21-1,22) nonostante la discesa delle ultime sedute. Tuttavia se Draghi dovesse andare contro le nostre aspettative la reazione del mercato potrebbe essere molto forte spingendo il cambio euro/dollaro verso gli obiettivi a 1,24/1,25.

Fonte: IG

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