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Chiusura in volata per gli indici europei, che riducono così le perdite delle prime due sedute della settimana.......

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a cura di Vincenzo Longo


Il movimento di oggi è catalogabile come un rimbalzo tecnico, dopo le vendite violente di inizio settimana. I fattori che hanno portato il mercato a questa reazione violenta persistono ancora. I rendimenti sui Treasury sono tornati temporaneamente a riposizionarsi oggi sopra l’area del 2,80%, non lontano da quel 2,88% che ha scatenato la rotazione di portafoglio tra i grandi gestori. I volumi a Wall Street continuano di fatto ad essere elevatissimi. Sia lunedì che martedì sono passati di mano oltre 12 miliardi di pezzi, un livello altissimo che non veniva toccato da novembre 2016.

Il movimento degli ultimi giorni era atteso da tempo. Erano più di 400 sedute che i principali indici di Wall Street non correggessero più del 5% (scia record!). Certo che la violenza con cui si è realizzato ha spaventato più di qualche operatore. Crediamo, però, che il sentiment sul mercato rimanga positivo e sarà tale almeno fino a quando i dati macro continueranno ad essere molto incoraggianti. Le turbolenze degli ultimi giorni sono state particolarmente violente perché gli investitori si sono fatti trovare impreparati a un mondo con un’inflazione un po’ più alta rispetto a quella a cui erano abituati negli ultimi anni e a quella proclamata dalle Banche centrali. Il miglioramento del quadro inflattivo non è un male, solo che in un mondo abituato a tassi negativi o vicini allo zero, questo genera degli squilibri che possono portare a queste reazioni violente del mercato. Il quadro, seppur ancora positivo al momento, potrebbe peggiorare se i rendimenti dovessero continuare a salire, con lo yield sul Tnote a 10 anni sopra la soglia del 3%.

Tornando in Europa, ma rimanendo sul fronte governativo, evidenziamo i nuovi minimi toccati dallo spread BTp/Bund, sceso temporaneamente sotto quota 120 punti base oggi (minimi da un anno e mezzo) in scia alle notizie arrivate dalla politica tedesca. La nuova Grande coalizione tra la CDU di Angela Merkel e l’SPD di Martin Schulz sembra indebolire un po’ la posizione della cancelliera. Secondo le ultime notizie, la Merkel dovrà rinunciare al dicastero delle Finanze e a quello degli Esteri, fattori questi che rendono il suo nuovo mandato più debole dei precedenti tre. Per ora non, neanche l’avvicinarsi delle elezioni in Italia sembra condizionare il mercato governativo.

Complice di ciò, anche l’euro ne approfitta per correggere soprattutto verso dollaro, con il cross che scende sotto 1,23 per la prima volta da due settimane. Il trend potrebbe proseguire se il Senato Usa dovesse votare ancora una volta a favore di una proroga sul debt ceiling fino al 23 marzo, dopo l’ok della Camera di ieri.

Fonte: IG

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