L'analisi di Bonetti Financial
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La Reserve Bank of New Zealand ha comunicato ieri sera il proprio aggiornamento riguardo alla politica monetaria, decidendo di lasciare i tassi di interesse invariati all’1,75%, in linea con le attese degli analisti..............

 

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La valuta di riferimento (NZD) si è deprezzata violentemente, con le vendite scatenate dal fatto che da quanto emerso non si vedrebbero rialzi dei tassi in vista fino al secondo semestre del 2019.

Il grafico che segue rappresenta il cambio NzdUsd su time frame orario.

11052017

A pesare su NZD sono anche state le parole del governatore Graeme Wheeler che durante il suo discorso ha rimarcato il fatto che l’inflazione del settore immobiliare sta perdendo forza, in particolare proprio nella zona di Auckland. Il rallentamento dei prezzi nell'immobiliare in questo caso è con tutte le probabilità dovuto alle nuove regolamentazioni introdotte che sono caratterizzate da parametri più severi per quanto riguarda l’erogazione di credito e ciò naturalmente non aiuta le vendite. Secondo Wheeler questo rallentamento è infatti destinato a continuare nel prossimo periodo. Non è quindi difficile capire come mai, in seguito a notizie per le quali i tassi di interesse non saliranno per lungo tempo mentre l’inflazione tenderà ad essere più moderata, il dollaro neozelandese si sia indebolito molto.

Alle 13:00 di oggi l’attenzione si sposterà invece su un’altra banca centrale e cioè la Bank of England (BoE): considerato che a quell'ora verranno comunicati tassi di interesse e inflation report, è decisamente probabile che la volatilità su GBP salirà molto. É oltretutto importante ricordarsi di come in occasione dell’ultimo meeting della BoE la Sterlina si fosse apprezzata moltissimo dopo che si era notato come, dei nove membri votanti all'interno del comitato, uno avesse già espresso il proprio voto in favore di un rialzo immediato dei tassi di interesse. La cosa era stata inoltre accompagnata dai commenti di altri membri del comitato secondo i quali sarebbe bastato solo un leggero miglioramento delle condizioni dell’economia UK perché anche loro avrebbero votato per un rialzo dall'attuale 0,25%.

Gli analisti si aspettano che per oggi i tassi di interesse rimangano fermi agli attuali livelli ma, se pensiamo al fatto che a metà aprile l’inflazione era salita al 2,3% (quindi sia oltre il target del 2% che meglio delle attese fatte all'epoca dagli analisti) non si possono escludere sorprese.

 

Autore: Bonetti Financial

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